Importazioni
Nel periodo 1999/2002 gli acquisti dall’estero del Venezuela sono diminuiti sensibilmente passando dai 12,4 milioni di $ USA del 1999 ai 10,5 milioni di $ USA del 2002.
La struttura settoriale delle importazioni del Venezuela dal mondo appare polarizzata in appena 5 comparti che concentrano il 65% delle importazioni totali. Pertanto nel 2002 la distribuzione settoriale delle importazioni venezuelane è la seguente:
Prodotti chimici (16,8%)
Apparecchi meccanici (16%)
Apparecchi elettrici (13,3%)
Autoveicoli (11,1%)
Prodotti alimentari (9,2%)
Prodotti chimici – È il comparto che registra il flusso più consistente di importazioni; dopo la vigorosa crescita registrata nel triennio 1999-2001 raggiungendo il valore 1,8 mld. di dollari, nel 2002 si è avuta una flessione di oltre il 28% che ha mitigato il pesante saldo negativo del comparto al livello di 891 mln. USD. Tale considerevole gap esistente tra l’import e l’export è determinato dalla limitata produzione locale che costringe il Paese ad una elevata dipendenza dall’estero.
Apparecchi meccanici – L’andamento delle importazioni in questo comparto è stato caratterizzato dall’alternanza di aumenti e flessioni nell’arco dell’ultimo quadriennio: nel 2002 le importazioni si sono attestate a 1,7 mld. USD, in flessione del 28% sull’anno precedente. La produzione locale nel comparto è assolutamente irrilevante pertanto il paese si caratterizza nel comparto per una strutturale dipendenza dall’estero.
Apparecchi elettrici – La dinamica complessiva delle importazioni nell’ultimo quadriennio per questo comparto è stata negativa: si è passati, difatti da 2 a 1,4 mld. Usd di valore importato, con un aflessione nel solo 2002 di quasi il 40%; anche per questo comparto si rileva una pressoché totale dipendenza strutturale dall’estero: le esportazioni, difatti , sebbene in aumento non vanno oltre i 122 milioni di dollari al 2002.
Autoveicoli - Dopo la vivace crescita delle importazioni in questo comparto nel triennio 99-2001, il 2002 ha segnato una contrazione di oltre il 49% del flusso importativo attestandosi al valore di 1,1 mld. USD; anche per questo comparto valgono le considerazioni fatte per gli altri, pertanto esso evidenzia chiaramente una forte dipendenza strutturale dalle importazioni estere, con un deficit commerciale nel solo 2002 pari a 918 mln. di dollari.
Esportazioni
Nel quadriennio 1999/2002, le esportazioni venezuelane hanno registrato una dinamica di crescita medio annua pari al 9%. La struttura settoriale delle esportazioni evidenzia la scarsa diversificazione produttiva delle’economia venezuelana, concentrata essenzialemente nei settori siderurgico e petrolchimico.
Nel dettaglio i principali comparti dell’export venezuelano sono i seguenti:
Metallo e prodotti in metallo (36%)
Prodotti chimici e fibre sintetiche artificiali (16%)
Prodotti delle miniere e delle cave (16%)
Prodotti petroliferi raffinati (6,4%)
l'Italia si posiziona al sesto posto come Paese fornitore del Venezuela dopo Stati Uniti, Colombia, Brasile, Germania e Messico.
Analizzando i dati relativi all'ultimo quadriennio si evidenzia che l'interscambio complessivo tra il Venezuela ed il nostro Paese ha subito una consistente contrazione; nello specifico sul fronte delle importazioni dall'Italia, il flusso si è ridimensionato costantemente lungo tutto il quadriennio nell'ordine del 10% con una flessione ancora più marcata nel 2002 in cui la diminuzione è stata di oltre il 22%.
L'analisi settoriale delle esportazioni italiane in Venezuela evidenzia, per il 2002, un'elevata concentrazione in quattro categorie merceologiche, che insieme rappresentano oltre il 71% dell'export totale:
Macchine e apparecchi meccanici (44,5%),
Prodotti chimici e fibre sintetiche artificiali (11,6%)
Apparecchi elettrici di precisione (10,1%)
Altri mezzi di trasporto (5,5%)
Macchine e apparecchi meccanici - Quasi la metà delle importazioni venezuelane provenienti dall'Italia appartengono a questo comparto; dopo un primo triennio in flessione nel 2002, le esportazioni italiane in questo settore hanno manifestato chiari segni di ripresa, attestandosi su un valore di 188 milioni di dollari, in crescita del 14,5% sull'anno precedente. Ciononostante, l'andamento complessivo delle vendite nell'arco dell'intero quadriennio 1999/02 ha evidenziato una dinamica negativa (19,2%).
L'analisi dei saldi commerciali evidenzia la strutturale dipendenza del paese sudamericano dalle forniture estere di cui l'Italia rappresenta oltre l'11%, una quota di tutto rispetto che ha purtuttavia subito una consistente contrazione dal 14,5% di cui il nostro paese era accreditato quattro anni addietro.
Gli ultimi dati disponibili relativi al periodo Gen-Ott 2003 mostrano una consistente flessione dell'esportazioni italiane del comparto che, rapportata all'analogo periodo del 2002 è dell'ordine del 70%, per un valore di 70 milioni di euro.
All'interno del comparto, le voci più rilevanti sono essenzialmente due: - " Macchine e apparecchiature per produzione e utilizzo di energia meccanica": con dalle Macchine per la lavorazione delle materie plastiche e della gomma , che nel periodo Gen-Ott 2003 hanno fatto registrare un flusso di 10 milioni di euro pari al 13,5% dell'intero comparto.
Prodotti chimici e fibre sintetiche artificiali – Il comparto rappresenta oltre l'11,5% del totale delle esportazioni italiane nel paese: dopo il picco registrato nel 2000, con un valore di 70,5 milioni di dollari il biennio seguente ha visto una flessione marcata di oltre il 20% per un controvalore di merci esportate pari a 48,8 milioni di dollari.
I dati più recenti di fonte Istat aggiornati a Novembre 2003 testimoniano un'ulteriore flessione del settore: il valore dell'export italiano è stato nel periodo Gen-Nov 2003 pari a 39,5 milioni di euro, in flessione di quasi il 28% sull'analgo periodo del 2002.
Le voci più importanti all'interno del settore, in termini di incidenza del flusso esportativo sul totale, sono quelle dei Prodotti chimici di base (24,4 milioni di euro nel 2003; -9,4% sull'anno precedente), Prodotti farmaceutici chimici e botanici per usi medicinali (8,7 milioni di euro il valore esportato tra gennaio e novembre 2003, con una contrazione di oltre il 43% sul 2002).
Apparecchi elettrici di precisione – Sebbene l'entità del flusso esportativo rimanga consistente (42 milioni di dollari nel 2002), gli acquisti del Venezuela dal nostro Paese nel comparto in esame hanno subito nel 2002 una flessione di oltre il 27%. Questa flessione è imputabile al clima generale di rallentamento della domanda mondiale e di conseguente incertezza sui tempi e modi della ripresa.
Anche gli ultimi dati Istat disponibili non inducono all'ottimismo: tra gennaio e novembre 2003 il valore dell'export italiano è declinato di oltre il 46% a 31,5 milioni di euro.
Altri mezzi di trasporto – Il comparto in questione è l'unico che nell'ultimo quadriennio ha registrato una vigorosa crescita per taluni versi sensazionale: difatti dagli esigui 2,5 milioni di dollari si è passati in quattro anni a un volume di acquisti che nel 2002 ha raggiunto i 23 milioni di dollari .Pertanto in questo comparto l'Italia vede accrescere la propria capacità di penetrazione grazie all'espansione dell'economia prodottasi dal 2000 e del conseguente aumento dei consumi.
Pur tuttavia a mitigare lo scenario ottimistico delineato sopra concorre l'analisi degli ultimi dati Istat secondo i quali nel periodo Gen-Nov 2003 il volume di vendite italiane ha subito una forte contrazione dell'ordine del 47%, corrispondente a un valore esportato di 7,8 milioni di euro (erano 15 milioni nel 2002).
Importazioni
Le importazioni italiane dal Venezuela si sono mantenute stabili nell'ultimo quadriennio intorno ai 130-140 milioni di dollari; permane la struttura caratteristica di limitata diversificazione settoriale delle esportazioni venezuelane: oltre l'82% delle vendite venezuelane nel nostro Paese è costituito da tre soli comparti:
Metallo e prodotti in metallo (34,5%)
Prodotti delle miniere e delle cave (26,7%)
Cuoio e prodotti in cuoio (21%)
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