Regolamentazione delle importazioni
Sdoganamento e documenti di importazione
Una volta giunta la merce in Venezuela, la Dogana designa la rispettiva "Unidad Tecnica de Reconocimiento". Il destinatario della merce dispone di cinque giorni lavorativi per affidare la delega a un proprio agente doganale per la procedura di sdoganamento.
Lo sdoganamento si effettua dietro presentazione dei seguenti documenti:
1. dichiarazione doganale (documentazione redatta dal consegnatario accettante);
2. fattura commerciale (non richiesta quando si tratta di effetti personali). La fattura commerciale deve essere presentata in tre esemplari (originale e due copie firmate) e va redatta in lingua spagnola. Qualora fosse redatta in lingua differente da quella spagnola, è necessario produrre la traduzione (tranne quando la Dogana consideri che non sia necessario). Nonostante la circolare del Ministerio de Hacienda n.HDGA-900-008/80 non ne richieda la certificazione consolare, si consiglia, onde evitare disguidi doganali in loco, dovuti alcune volte a poca chiarezza di interpretazione, di provvedere a far certificare la fattura commerciale dal Consolato venezuelano ;
3. originale del documento di trasporto (bill of lading o Air Way Bill completi di packing list);
4. altri documenti richiesti dal Regime doganale venezuelano in relazione alla tipologia della merce importata.
In termini generali si conferma che tutte le merci destinate all'uso alimentare o riguardanti la sicurezza personale sono sottoposti a regimi speciali locali.
Una volta verificata la validità dei documenti da parte della Unidad Tecnica de Reconocimiento e fatto il sopralluogo visuale, le autorità doganali autorizzano lo sdoganamento della merce previo pagamento, entro cinque giorni lavorativi, dei relativi oneri legali.
NOTA IMPORTANTE: tutti i documenti emessi in Italia dovranno essere autenticati dalle autorità consolari venezuelane accreditate nel Paese. Corre l'obbligo di informare che recentemente è stata abolita la certificazione consolare sui certificati sanitari e fitosanitari; difficoltà di interpretazioni suggeriscono tuttavia di munirsi di detta certificazione al fine di non avere problemi in sede di sdoganamento, almeno finchè la materia non sarà' meglio definita I documenti hanno validità di sei mesi a partire dalla data di emissione. Nel caso fossero redatti in lingua differente dallo spagnolo, dovranno essere tradotti da un interprete pubblico registrato.
Data la grande varietà di prodotti alimentari e le innumerevoli ottemperanze richieste dalla legislazione locale, si raccomanda `sempre di verificare prima di ciascuna fornitura all'estero con il proprio spedizioniere di fiducia, dotato di rappresentante in Venezuela, di aver adempiuto a tutte gli obblighi di Legge.
Classificazione doganale delle merci
Il Paese adotta, quale sistema di classificazione dei beni, la "Nomenclatura Arancelaria Común de los Paises Miembros del Acuerdo de Cartagena, NANDINA", strutturata sulla base del cosiddetto Harmonized System di Bruxelles.
La classificazione NANDINA è valida per tutti i paesi appartenenti alla Comunità Andina delle Nazioni, CAN, (ex Gruppo del Patto Andino) e classifica le voci doganali in XXI sezioni e 98 capitoli.
La voce doganale è costituita da 8 o 10 digit: i primi due digit identificano il capitolo (descrizione generale della merce), il terzo e il quarto la voce doganale (descrizione particolareggiata della merce), il quinto e il sesto le sottovoci del Harmonized System (descrizione più dettagliata della merce) ; il settimo e l'ottavo le sottovoci subregionali; nono e decimo le sottovoci nazionali. Nella apposita pubblicazione contenente le tariffe doganali vigenti in Venezuela, in corrispondenza di ciascun prodotto, viene indicata la voce doganale, il dazio doganale, il regime all'importazione, l'IVA ed eventuali ulteriori imposte.
Dazi doganali e imposte addizionali alle importazioni
I dazi doganali per la quasi totalità delle merci, fatte alcune eccezioni, non superano il 20% sul valore CIF e il costo del servizio doganale di nazionalizzazione è pari al 2% sul valore CIF. Si fa notare che alcuni prodotti (motociclette, autovetture, ecc) sono sottoposti a dazi che variano dal 35% al 45% in quanto rientranti nel "Arancel Externo Común" decretato dalla Comisión del Acuerdo de Cartagena. Inoltre, nel mese di maggio sono state aumentati i dazi doganali della pasta al 40%. Alcuni settori industriali stanno pressando il governo per implementare una registrazione previa alle importazioni
Tra le imposte addizionali ai dazi doganali si annovera l'IVA, pari al 14,5% (recentemente ridotta di un punto percentuale)
La riduzione dell’aliquota IVA, il cui ammontare sarà fissato dal Governo annualmente, rientra in un programma di riforma fiscale messo in atto dal Governo del Presidente Chavez e che prevede, tra l'altro, anche la Riforma delle Dogane. Si fa presente che nell’agosto scorso per l'Isola di Margarita e per le altre Zone Franche di Paraguanà e Mérida, è stata abolita l’IVA anteriormente pari all'8% .
Non sono soggette all'imposta alcune fattispecie, tra le quali:
- importazioni temporanee;
- attività bancarie;
- operazioni di assicurazioni e ri-assicurazioni;
- importazioni effettuate da organismi diplomatici, internazionali a cui appartiene il Venezuela;
- importazioni di beni donati da Paesi stranieri ad Istituzioni ed Università per la realizzazione di scopi istituzionali, previa approvazione dell'Amministrazione tributaria;
- medicinali;
- alimenti di prima necessità: animali vivi destinati al mattatoio, animali vivi, carne allo stato naturale o congelata, mortadella, salsiccia, riso, farina di cereali, pane e pasta alimentare, uova di gallina, tonno, sardine inscatolate, latte in polvere e pastorizzato, formaggi bianchi, margarina, burro, sale, zucchero, caffè, olio, acqua minerale, ecc..
- fertilizzanti;
- derivati degli idrocarburi;
- quotidiani e carta per giornali;
- libri e riviste
- autoveicoli destinati al servizio di trasporto pubblico di persone;
- macchine agricole ed attrezzature necessarie alla produzione agricola di base
Trattamenti preferenziali
Le merci provenienti dai Paesi del Patto Andino sono esenti dal pagamento di dazi doganali. Con i Paesi con i quali sono in vigore accordi o convenzioni internazionali con il Venezuela (Cile, Brasile, Messico, Caricom, Paesi del Gruppo Aladi, ecc.) si applica il regime preso in considerazione dall'accordo in questione. Le merci provenienti da Paesi che hanno stipulato accordi di tale tipo, per poter usufruire di tali benefici, devono essere accompagnate dal certificato attestante l'origine.
Si fa presente che il Venezuela e gli altri Paesi della Comunità Andina delle Nazioni (CAN) stanno negoziando con i Paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay) elenchi di merci che usufruiranno di dazi doganali preferenziali nel processo di interscambio tra i Paesi appartenenti ai due gruppi. Il processo delle trattative è tuttora in evoluzione.
Porti e zone franche
La Legge "Zonas Francas de Venezuela" (4 agosto 1991) ha come obiettivo la creazione e il funzionamento di zone franche nel Paese per promuovere lo sviluppo economico nazionale, attraverso attività che rafforzino il commercio con l'estero, e l'attività industriale.
Si intende per Zona Franca un'area fisicamente delimitata soggetta ad un regime fiscale speciale contemplato nella Legge costitutiva nella quale persone giuridiche autorizzate producono beni per l'esportazione (zona franca industriale), erogano servizi collegati al commercio internazionale (zona franca di servizio) e commercializzano merci nazionali o straniere destinate alle esportazione o ri-esportazione (zona franca commerciale).
La zona franca offre le seguenti facilitazioni: permette l'introduzione delle merci in franchigia di dazio e di altri tributi; permette la trasformazione in misura sostanziale delle merci; facilita la creazione di infrastrutture relative ad importazioni, esportazioni, transito, navigazione costiera, spedizione, riesportazione, ecc..
Le merci provenienti dalle zone franche e poi introdotte nel resto del Paese sono soggette al normale regime doganale che si applica a tutte le importazioni, con le eccezioni previste dalla legge (tariffe preferenziali per merci specifiche).
Le merci prodotte nella zona franca con materie prime estere sono considerate di produzione nazionale. Tali prodotti entrano nel resto del Paese in franchigia di dazio, purchè le trasformazioni nella zona franca abbiano creato un considerevole valore aggiunto, come prescritto per ciascun caso.
Non è concesso introdurre nelle zone franche gli articoli di cui il normale regime doganale vieta l'importazione, a meno che vi sia l'autorizzazione esplicita del Governo.
Nelle zone franche si può effettuare qualsiasi trattamento dei prodotti, tra cui operazioni di imballaggio, disimballaggio, imbottigliamento e travaso, fabbricazione, assemblaggio, raffinazione, depurazione, miscelatura, ecc.. Tali operazioni possono coinvolgere sia prodotti nazionali che d'importazione. I prodotti così ottenuti possono essere destinati al mercato interno o all'esportazione. Le operazioni devono essere autorizzate dalle autorità competenti.
L'Esecutivo può esentare temporaneamente le imprese insediate nelle zone franche dal pagamento dell'imposta sui redditi.
Nel Paese esiste una zona franca commerciale a Isla Margarita, una zona franca industriale nella Penisola di Paraguanà, una Zona franca integrale in Cumanà (Stado di Sucre). Vi sono progetti per creare zone franche in altre parti del Venezuela (Tàchira, S.Elena de Uairen , ecc.).
Porto franco di Isla Margarita.
Nello Stato Nueva Esparta (Isla de Margarita) è attualmente operante un porto franco (zona franca commerciale).
Nel porto franco, a differenza delle ''zone industriali'' che consentono l'insediamento di fabbriche ma vietano il commercio in loco, le merci importate sono essenzialmente destinate alla vendita locale.
L'isola di Margarita ha assunto un aspetto predominante di porto franco a scapito di quello di zona franca industriale.
La connotazione di porto franco costituisce una grande attrazione turistica sia per acquirenti provenienti dal Venezuela che da altri Paesi limitrofi.
Zona franca industriale della Península de Paraguaná.
Nel 1988 è stata creata la Zona Franca Industrial de Paraguanà concepita esclusivamente per sviluppare un'area industriale orientata al commercio internazionale (export oriented area) anche se successivamente è stato dato spazio anche ad attività commerciali e a forniture di servizi. La zona comprende una superficie di 2.200.000 mq divisi tra aree propriamente industriali ed amministrative e dispone di una moderna infrastruttura di servizi e di porto ed aeroporto internazionali.
Vi sono già stabilite più di 40 aziende e il 94% della produzione viene esportata. Ogni genere di merce può entrare nella zona solo se è destinata alla esportazione. Le merci con un contenuto di 70% di "componenti" prodotti localmente (nazionali) possono essere introdotti nel territorio doganale venezuelano pagando una imposta del 3% sui componenti "importati" (non nazionali). Le merci non considerate nazionali sono soggette a dazi stabiliti dalla legge.
Qualsiasi merce esportata o riesportata verso Zone Franche nazionali o verso qualsiasi paese estero non è soggetta a dazi.
Vi sono anche facilitazioni ed agevolazioni alle esportazioni originate a Paraguaná.
Le imprese operanti nella zona Franca di Paraguaná possono ottenere dal Governo un esonero di 10 anni (anche rinnovabile) dal pagamento delle tasse dei redditi sui profitti ottenuti dai beni prodotti per l'esportazione.
Zona Franca Integrale dello Stato di Sucre, Cumanà.
Nel 1997 il Governo centrale ha autorizzato la creazione della Zona Franca Industriale di Cumanà concepita per lo sviluppo di un'area industriale orientata al commercio internazionale (export oriented area), alle attivitità commerciali e alla fornitura di servizi. La zona comprende una superficie (nella prima fase) di 31 ettari divisi tra aree propriamente industriali ed amministrative e dispone di moderne infrastrutture e di porto ed aeroporto internazionali limitrofi. È previsto successivamente l’ampliamento della Zona Franca a 100 ettari.
La Zona rappresenta una opportunità interessante sia per quanto riguarda il mercato venezuelano che quello delle isole dei Caraibi e delle regioni settentrionali del Brasile (raggiungibili più facilmente dal Venezuela che dal Brasile stesso).
Importazioni temporanee e campionari
La ''temporaneità'' varia secondo la destinazione della merce: fiera, esposizione, zona franca ecc.
Il periodo consentito per il mantenimento di merce in regime di temporanea importazione non può superare un anno dalla emissione del documento di autorizzazione, salvo accordi di proroga che vengono concessi una sola volta per il medesimo periodo della autorizzazione precedente. La ''temporaneità'' cessa nel momento della ri-esportazione della merce, della nazionalizzazione, al momento in cui la merce viene considerata abbandonata, confiscata o sottoposta a distruzione.
Le merci in temporanea importazione sono soggette ad una garanzia pari al valore delle imposizioni doganali e, nei casi in cui viene richiesto, al pagamento di una garanzia pari anche al doppio del valore della merce.
Vanno comunque pagate le spese per servizi doganali e per merci introdotte a mezzo corriere espresso o posta.
I campioni devono essere accompagnati dai rispettivi certificati di origine e fitosanitari. Inoltre, sulla fattura bisogna aggiungere la seguente dicitura:
"MUESTRAS SIN VALOR COMERCIAL, VALOR SOLO PARA EFECTOS DE ADUANA...... US$"
Infine, non è prevista alcuna esenzione fiscale per le importazioni di campionature essendo soggette al pagamento del rispettivo dazio doganale sul valore dichiarato in fattura più l’aliquota IVA del 14,5%
Restrizioni alle importazioni
Nonostante il Venezuela sia un Paese con un regime doganale aperto alla libera immissione di prodotti provenienti dall'estero, si registrano lievi controlli al flusso di entrata di alcune merci.
-Sistema Andino de Franjas de Precios, adottato peraltro anche da altri Paesi della Comunità Andina delle Nazioni (CAN), è un meccanismo stabilito dalle Decisioni della Comisión del Acuerdo de Cartagena n.371 e n.375, rispettivamente del 26-11-94 e 23-3-95, e dalla Risoluzione n.396 del 13-3-96 della Junta del Acuerdo de Cartagena. Tale sistema fissa i prezzi di alcuni prodotti alimentari strategici sui quali vengono calcolati i diritti ad-valorem. Lo scopo dell'intervento è quello di proteggere la produzione locale da prodotti che vengono introdotti nel Paese a prezzi inferiori a quelli della produzione locale.
I prodotti sottoposti al Sistema Andino de Franja de Precios sono: carne di maiale; pollo in pezzi; latte intero; grano; orzo, mais giallo e bianco; riso bianco; soia in grano; olii di soia e palma; zucchero crudo e bianco.
Le licenze d'importazione vengono applicate alle importazioni di mais, sorgo, insaccati , prodotti lattei e latte in polvere
- La vietata importazione si applica ad alcune specie vegetali quali piante di canna da zucchero; piante, semi e prodotti e sottoprodotti del caffè; semi di cotone; suini provenienti da quei paesi dove esiste la peste porcina africana (PPA); volatili vivi o macellati, uova, pollastri B.B., prodotti e sottoprodotti di volatili provenienti dagli USA; semi, piante e banane e plantani; slot machines; automobili e pneumatici usati, elettrodomestici usati, biciclette assemblate, materiale pornografico; residui tossici e prodotti per il consumo umano con contenuti di radioattività superiori ai limiti consentiti dalle autorità venezuelane.
- Speciali autorizzazioni, rilasciate esclusivamente da alcuni Ministeri permettono l'immissione in Venezuela di prodotti particolari: materiale bellico, prodotti chimici, acido sulfurico e acido cloridrico e armi leggere.
- La Clausola di Salvaguardia è uno strumento adottato da alcuni Paesi andini che impone restrizioni di carattere provvisorio a quei prodotti che possono minacciare la produzione locale.
- I Diritti Compensatori o Antidumping si applicano a quei prodotti che hanno ricevuto facilitazioni nel paese di origine. Tale tipo di gravame è attualmente in vigore per alcuni formaggi provenienti dalla UE, e per lucchetti e jeans provenienti dalla Cina. La lista è comunque sottoposta a variazioni ogni qualvolta che le Autorità locali ritengono di intervenire. I diritti compensatori si addizionano alla base imponibile al momento del calcolo dei dazi.
Countertrade
In Venezuela attualmente non risulta che sia in vigore tale tipo di meccanismo. In passato le operazioni di countertrade venivano svolte dalla Corporacion Venezolana de Guayana, holding di Stato responsabile della maggior parte della produzione dell'industria estrattiva di Guayana e titolare dell'industria pesante (ferro, acciaio, alluminio) del Paese.
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